“Spostiamo la capitale d’Italia da Roma a Milano”. Ecco l'idea choc che fa tremare: da chi arriva e, soprattutto, i motivi di questa ‘esigenza’

“Spostiamo la capitale d’Italia da Roma a Milano”. Ecco l'idea choc che fa tremare: da chi arriva e, soprattutto, i motivi di questa ‘esigenza’

“Spostiamo la capitale d’Italia da Roma a Milano”. Ecco l'idea choc che fa tremare: da chi arriva e, soprattutto, i motivi di questa ‘esigenza’

 

Roma caput mundi. O, quantomeno capitale d’Italia. Su questo, direte, non ci piove. Così è se vi pare da quando i bersaglieri comandati dal generale Raffaele Cadorna aprirono una breccia nella cerchia delle mura aureliane, nei pressi di Porta Pia, ed entrarono a Roma. Pio IX fu costretto a ritirarsi e gli vennero concessi solamente il Vaticano, il Laterano e la villa pontificia di Castel Gandolfo. Roma, quindi, fu annessa al Regno d'Italia, di cui divenne capitale con la legge del 3 febbraio 1871. Dopo il ripasso di storia, qualcuno, proprio nel giorno del compleanno della “città eterna”, rilancia: e se la capitale non fosse più Roma ma Milano? Avete letto bene. Una proposta, sicuramente provocatoria, che, come si legge su il quotidiano Il Tempo, arriva da Acer, associazione dei costruttori romani, che ha dedicato un intero numero della sua rivista interna a capire cosa è successo a Roma negli ultimi anni. Una Roma che viene descritta come città assonnata, incapace di reagire agli eventi e, soprattutto, incapace di immaginare il suo futuro. (Continua a leggere dopo la foto)

La proposta parte da un confronto di pareri di imprenditori, architetti ed esperti di urbanistica. Badate bene: sulla storia, la bellezza, la cultura di Roma non si discute. Sia chiaro. Ma al di là dei monumenti, c’è bisogno che una città sia anche vita, servizi, efficienza. Sì, Milano è una città più piccola, più governabile, ma soprattutto dopo Expo la differenza tra le due è indiscutibile. (Continua a leggere dopo le foto)

 

 

 

Milano, secondo i costruttori, da circa 20 anni è al centro di un processo di trasformazione urbana rilevante che riguarda soprattutto le aree ex industriali e fieristiche, ma anche le reti infrastrutturali. Roma, invece, nel frattempo è paralizzata in decine e decine di opere ferme. "Noi abbiamo un sogno – dice il presidente Acer Edoardo Bianchi - Quello di una città che esca dal suo stato catatonico, si doti di una sua vision del futuro e su questa lavori e si impegni concretamente".

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