"È porno. E Facebook censura la foto". Pubblica una immagine 'famosa' ma il social network elimina il suo post. Guardate lo scatto e giudicate voi

"È porno. E Facebook censura la foto". Pubblica una immagine 'famosa' ma il social network elimina il suo post. Guardate lo scatto e giudicate voi

"È porno. E Facebook censura la foto". Pubblica una immagine 'famosa' ma il social network elimina il suo post. Guardate lo scatto e giudicate voi

 

"Volevo sponsorizzare la mia pagina ma a quanto pare per Facebook la foto del nostro Gigante è un contenuto esplicitamente sessuale che mostra eccessivamente il corpo o si concentra su parti del corpo senza che sia necessario. Il Nettuno?? Robe da matti!". A denunciare in rete l'accaduto è la scrittrice Elisa Barbari, che ha deciso di rendere noto a tutti con un post di denuncia la decisione presa dal popolare social network di bloccare la sua inserzione pubblicitaria di una pagina su "storie, curiosità e scorci di Bologna". "La tua inserzione - scrive il team di Fb - non è stata approvata perché viola le linee guida sulle pubblicità di Facebook: presenta un'immagine con contenuto esplicitamente sessuale che mostra eccessivamente il corpo o si concentra su parti del corpo senza che sia necessario. Non è consentito l'uso di immagini o video di nudo o di scollature troppo profonde, anche se per fini artistici o educativi". (Continua a leggere dopo la foto)

 

Poco dopo ecco arrivare la replica dell'autrice, che ha commentato sbigottita: "Negli anni '50, in occasione della festa delle matricole, vestirono il Nettuno. Forse fb lo preferisce conciato così". A esprimersi sulla vicenda, diventata virale nel giro di poche ore, è stato anche il critico d'arte Philippe Daverio: "Beh, l'anno comincia bene..." ha detto stupefatto sulla questione a Il Resto del Carlino. (Continua a leggere dopo la foto)

 

 

Daverio ha poi aggiunto: "La fontana con la statua in bronzo del dio del mare è stata realizzata in piena Controriforma, un'epoca in cui, in Italia vigeva il massimo bacchettonismo. Quasi cinquecento anni dopo, la censura del social network – con quel richiamo al corpo mostrato eccessivamente (sic) – fa andare Facebook addirittura oltre i bacchettoni della Controriforma".

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