“Vergogna!”. Bufera su Skin e Francesco Renga che, per il capodanno in piazza, saranno pagati una cifra record. Una somma che… beh, giudicate voi


 

Gente abituata a far festa i romagnoli. Con i motori nel sangue e dove se non sai fare una piada come si deve allora puoi tranquillamente cambiare regione. E la notte del 31 dicembre non poteva essere normale. Da qualche anno a Rimini si tiene il Capodannopiù lungo del mondo, artisti, musica e divertimento pure se quest’anno di veramente lungo rischia di esserci solo il conto delle spese con due artisti, Francesco Renga e Skin, finiti al centro della polemica. A quanto si apprende infatti il Comune sborserà quasi 200mila euro per le due stelle di sabato sera, Skin e Francesco Renga. Nel dettaglio, per il concerto del cantante in piazzale Fellini il Comune ha stanziato 161.406 euro alla Pulp concerti, l’agenzia riminese che cura lo show di Renga. Una somma che include cachet, spese per il palco e altri costi organizzativi. Per il compenso di Skin al Teatro Galli, dove la cantante si presenterà nelle vesti di deejay dopo mezzanotte, il Comune ha erogato un contributo di 32.940 euro al Consorzio di Rimini porto. (Continua dopo la foto)

Le cifre, scrive il Resto del Carlino, sono state rese pubbliche ieri con le delibere con cui il Comune ha approvato lo stanziamento dei contributi. E non sono passate inosservate alla minoranza. In particolare al consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi. Che chiede “Se gli uffici comunali abbiano verificato, prima di erogare i sostanziosi contributi, se si tratta di cifre congrue, di mercato... Capisco che per la serata di Capodanno i cachet degli artisti siano più elevati, ma nel caso dell’esibizione di Skin al Teatro Galli stiamo parlando di quasi 33mila euro”.

(continua dopo le foto)

 

 
 

Ma Renzi punta il dito soprattutto sugli albergatori: “Se è vero, come ha detto il presidente dell’Aia Patrizia Rinaldis, che ci saranno 500 hotel aperti a Rimini a Capodanno e stanno arrivando così tante prenotazioni, non potevano essere gli albergatori e gli altri operatori a organizzare gli eventi, finanziando così una buona parte delle spese? Perché deve essere sempre il Comune a fare l’impresario, accollandosi ogni anno spese così elevate, e non chi invece beneficia direttamente degli eventi?”.

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