È morta Erika, la 38enne rimasta ferita a piazza San Carlo, durante la finale di Champions. Era la più grave di tutti, ma si è sperato fino all’ultimo. La decisione dei genitori, il messaggio della Juve e le parole del sindaco

È morta Erika, la 38enne rimasta ferita a piazza San Carlo, durante la finale di Champions. Era la più grave di tutti, ma si è sperato fino all’ultimo. La decisione dei genitori, il messaggio della Juve e le parole del sindaco

È morta Erika, la 38enne rimasta ferita a piazza San Carlo, durante la finale di Champions. Era la più grave di tutti, ma si è sperato fino all’ultimo. La decisione dei genitori, il messaggio della Juve e le parole del sindaco

 

Non ce l’ha fatta Erika Pioletti, la donna di 38 anni che il 3 giugno scorso, durante la finale di Champions League tra Juve e Real Madrid è stata travolta dalla folla in preda alla psicosi da attentato in piazza San Carlo, a Torino. La 38enne, che viveva e lavorava a Domodossola come commercialista, era in piazza con il compagno e gli amici tifosi della Juve che avevano deciso di spostarsi nel capoluogo piemontese per godersi il match dal maxischermo e, come tutti i presenti in quella tragica notte in cui non è ancora chiaro cosa sia accaduto sperava di partecipare ai festeggiamenti. Ma dopo le 22.20, dopo il terzo gol del Real, inizia il caos. Erika inizia a correre ma poi, probabilmente, sbatte contro una transenna o un altro oggetto. Quello schianto, si sospetta, le avrebbe causato un arresto cardiaco “da compressione della cassa toracica”, come dice la diagnosi. Erika è stata trasportata immediatamente all’ospedale Giovanni Bosco in codice rosso e, già dalle prime ore, era stata definita la più grave di tutti i pazienti ricoverati. (Continua a leggere dopo la foto)

Dall’inizio le sue condizioni sono apparse disperate. Appena arrivata in ospedale, i medici hanno provato a rianimarla per oltre 30 minuti, ma non si è mai ripresa ed è stato così dichiarato il coma. Poi, col passare dei giorni, le condizioni di Erika sono peggiorate e il coma è diventato irreversibile. Ieri sera, 15 giugno 2017, alle 21,56, la 38enne è spirata e i genitori hanno espresso la volontà di donare gli organi. Lo rende noto l'ospedale San Giovanni Bosco, precisando però che “poiché sono in corso indagini da parte della Procura della Repubblica non può rilasciare nessuna dichiarazione”. (Continua dopo le foto)

 

 

La procura di Torino, che è ancora al lavoro per far luce sull’accaduto di piazza San Carlo, nelle prossime ore valuterà la riqualificazione del reato al momento ipotizzato contro ignoti da lesioni colpose a omicidio colposo. Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha già annunciato il lutto cittadino: “In un momento di così profondo dolore, ogni parola sarebbe superflua. Posso solo esprimere le più sincere condoglianze mie e di tutta la Città a famigliari e amici di Erika. Per il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino”. Anche la Juventus ha espresso il suo cordoglio per la morte di Erika: “La società si unisce al dolore della famiglia di Erika e della città - si legge sul sito dei bianconeri - Juventus Football Club esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Erika dopo una lunga sofferenza. I fatti della sera del 3 giugno sono nel cuore di tutti i dirigenti, i tesserati, i dipendenti della Società che si uniscono al dolore della Città”.

‘’Mi hanno calpestata. Non mi sento più la gamba’’, quella telefonata, poi la paura totale. Nella folla impazzita di piazza San Carlo a Torino, c’era anche la figlia del noto personaggio italiano. Ed è rimasta ferita