“Le hanno prese”. Arrestata la banda delle rom. Centinaia i passeggeri colpiti: ecco come agivano


 

Sono tornate in azione, ma sono state subito bloccate e arrestate dagli agenti della polizia ferroviaria di Milano due delle componenti della banda formata da rom che agiva all'interno della stazione centrale di Milano. Il gruppo delle giovani, soprannominato la banda delle bosniache, è stata prese in flagranza di reato ed era specializzata in furti con destrezza. L'ultimo episodio è accaduto in Stazione Centrale a Milano dove gli agenti hanno arrestato una bosniaca di 36 anni ed indagato la complice, una connazionale minorenne, per tentato furto ai danni di turisti orientali mentre si trovavano sui tapis roulant della struttura ferroviaria. Le donne agivano in rapidità ma cercando di passare inosservate mentre mettevano a segno i loro furti. Ma gli agenti della polizia ferroviaria, che si in stazione centrale per controllare la zona, hanno notato il gruppetto di ragazze e sono riusciti a fermarle prima di riuscire a derubare la coppia di turisti. Il fermo è stato possibile anche grazie al sistema di video sorveglianza che ha ripreso le due donne mentre cercavano di portare via il portafogli ad una delle vittime. (Continua a leggere dopo la foto)


La donna, con l'aiuto della complice che ha coperto i suoi movimenti, è riuscita ad aprire lo zaino di uno dei turisti cercando di estrarre il portafoglio. Le due ladre sono state individuate dai poliziotti dell'antiborseggio della polizia ferroviaria che le stavano già osservando da alcuni minuti. Sono intervenuti e hanno bloccato le donne nella flagranza del furto. La vittima non si era accorta di nulla tanto che è rimasta meravigliata vedendosi circondata dalla polizia. La donna è stata arrestata mentre la minore è stata indagata e affidata a una zia. (Continua a leggere dopo la foto)


La polizia ferroviaria conosce il fenomeno, ha potenziato i controlli contro le bande, compatibilmente con il personale a disposizione e le esigenze di quest’affollato obiettivo sensibile, e venerdì pomeriggio ha fermato le ultime due donne della lunga serie. Si può sempre far di più in ogni ambito e purtroppo tutto può succedere, ma oggi la sorveglianza dello scalo è al massimo livello. Sia al suo interno sia all’esterno, nelle piazze del degrado (seppur in diminuzione quantomeno rispetto ad alcuni mesi fa). La maggiore «sensibilità» non è relativa unicamente alle forze dell’ordine, come dimostra l’episodio di martedì.  (Continua a leggere dopo la foto)


 

Alle 21.40 i vigilantes dell’Atm avevano notato un uomo, che zoppicava vistosamente, superare i tornelli del metrò. L’avevano seguito e avevano visto che nei jeans nascondeva un fucile. Era un’arma ad aria compressa, dunque l’allarme era falso ma nelle fasi iniziali l’episodio aveva destato un’ovvia allerta. Il portatore del fucile, un senegalese di 30 anni in regola con i documenti, non aveva voluto dire per quale motivo girasse con quell’arma. Era stato denunciato dalla polizia.

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