“Quella sera lo abbiamo ridotto così'”. Processo Stefano Cucchi, la frase choc


 

Un caso che continua a tenere banco sulle testate e sui social italiani, quello della morte di Stefano Cucchi. Un dramma andato in scena in caserma e che ancora oggi vede i famigliari del ragazzo e molti utenti italiani chiedere giustizia per una fine drammatica che si poteva e doveva evitare. E sul quale ora emergono altri dettagli che rendono la storia ancora più inquietante: "Raffaele D’Alessandro si sentiva come Rambo. Con quella divisa addosso diventava aggressivo, una volta mi disse 'a Cucchi quante botte gli abbiamo dato'". A parlare è Anna Carino, ex moglie del carabiniere D'Alessandro accusato di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità, davanti ai giudici del tribunale di Roma nell'ambito del processo bis per il pestaggio e la morte del giovane geometra romano, Stefano Cucchi.  La Carino ha ricordato che in occasione di un servizio tv su Cucchi D'Alessandro avrebbe confessato: "Quante gliene ne abbiamo date, però Cucchi era un drogato di merda". (Continua a leggere dopo la foto)

 "Me lo disse in dialetto. Dopo alcuni mesi ricevette una convocazione e mi aggiunse che anche altri erano stati pestati da lui ed altri, specie extracomunitari". La storia della morte del giovane geometra arrestato per spaccio di droga provocava divertimento in D'Alessandro secondo la donna. "Non era certo preoccupato sino a quando non ricevette la lettera". Poi sempre rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò ha detto: "Quando venni convocata dai magistrati avevo paura. Lui, in seguito alla separazione, aveva avuto reazioni violente". (Continua a leggere dopo la foto)

"Faceva continue telefonate, minacce, atteggiamenti intimidatori. Litigavamo tantissimo" prosegue la ricostruzione. In una occasione D'Alessandro avrebbe anche cercato di togliersi la vita. "Gli tolsi la pistola dalle sue mani. Lo convinsi a lasciar perdere. Lui non è aggressivo nei miei confronti. Una volta però mi prese per la maglietta e mi spostò vicino ad una finestra, lì si che ebbi paura".  I rapporti tra la donna e l'ex compagno adesso sono interrotti. "Il 6 maggio scorso è venuto alla comunione di uno dei figli. Non ci siamo salutati. Da circa un anno e mezzo non mi passa l'assegno di mantenimento". (Continua a leggere dopo la foto)

 

"Comunque anche io dalla mia scelta di verità non ho avuto certo premi. All'inizio non parlai della storia dell'arresto di Cucchi per paura - ha concluso Anna - perché Raffaele era mio marito. Poi perché in fondo non gli credevo. Pensavo dicesse quelle cose per darsi delle arie in qualche modo". In una occasione D'Alessandro avrebbe fatto vedere le foto di Cucchi cadavere ad un amico, in casa. "Diceva che era secco, secco e pieno di lividi e poi ha aggiunto che lui così lo aveva lasciato...".  Il processo vede imputati 5 carabinieri per la morte di Cucchi avvenuta a roma il 22 ottobre 2009.

“Ecco chi lo ha pestato in quel modo”. Caso Stefano Cucchi, un’altra svolta clamorosa nelle indagini. Cosa sta succedendo