Strappata alla vita senza pietà è morta a causa di una brutta malattia: “È il momento del dolore”


 

Una tragedia dopo l'altra, una serie di fattori imprevedibili forse e sicuramente molto sfortunati hanno spezzato la sua giovane vita. Due lunghi e durissimi anni di battaglia sono purtroppo finiti nel peggiore dei modi e purtroppo all'età di 28 anni la terribile malattia l'ha strappata all'affetto dei suoi cari. Federica Marcuccio, studentessa di medicina di Piombino, in provincia di Livorno, due anni fa aveva scoperto di essere ammalata. Da quel momento aveva iniziato un duro cammino verso una speranza di guarigione e non si era mai arresa, cercando sempre di continuare a fare una vita normale. Lo studio, le amiche, le passioni, gli hobby, la famiglia. Tutti le sono stati vicini in questi anni, specialmente i ha lottato con coraggio fino all’ultimo contro la malattia. Come si legge su Il Tirreno, insieme al padre, a gennaio, era volata Houston, negli USA, nella clinica del professor Mauro Ferrari, presidente e Ceo del Methodist hospital research institute, che aveva mostrato loro la terapia sperimentale alla quale stava lavorando la propria equipe di ricercatori. (continua dopo la foto)


Federica sarebbe dovuta andare prima negli Stati Uniti, ma purtroppo una caduta che le aveva provocato la frattura di una gamba l’aveva costretta a rimandare il nuovo viaggio. Nell’attesa che la commissione etica americana concedesse ai ricercatori texani l’autorizzazione per la terapia, la giovane aveva continuato le cure con lo staff di Cisanello. Purtroppo l’okay non è mai arrivato. Ci sarebbe voluto almeno un altro anno per concludere la sperimentazione. La ragazza però non ha mai smesso di lottare, almeno fino ad aprile quando le sue condizioni di salute sono precipitate. Insieme a qualsiasi speranza. Federica si è spenta nella sua casa tra le lacrime dei suoi cari. (continua dopo le foto)


 

La tragedia ha commosso tutti a Piombino. Anche il sindaco Massimo Giuliani ha voluto esprimere il suo rammarico : "Un’altra giovane vita spezzata da uno degli ancora tanti mali incurabili della nostra umanità. Federica ha combattuto, come hanno combattuto tutti i suoi familiari che le sono stati accanto. Per questo – continua su Facebook – credo che dobbiamo fare di più, di più per la ricerca, di più per le diagnosi e le cure, di più per stare vicini con tutti i servizi possibili a queste famiglie. Oggi è il momento del dolore che spero possa essere in qualche modo e almeno in piccola parte lenito dalla vicinanza di tutta la nostra comunità. Ho parlato con il padre di Federica, Giuseppe, e rinnovo le condoglianze, a lui e a tutta la famiglia, della nostra città, che si stringerà come sempre intorno a chi ha bisogno come un’unica famiglia”.

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