Choc nel mondo della cultura. Morto all’improvviso il famoso giornalista e scrittore. Aveva appena 40 anni. Il cordoglio, e l’incredulità, corrono in rete


 

E' stata una morte improvvisa quella di Alessandro Leogrande. Giornalista e scrittore, aveva solo 40 anni. A darne notizia il padre Stefano, come si legge su laringhiera.net. Come si legge in un post su Facebook del collega Marco Ludovico, giovedì 23 novembre aveva partecipato alla kermesse 'Città del libro' insieme a Tahar Ben Jelloun e Massimo Bray nella chiesa Madre di Campi Salentina: "Nella serata ha avvertito un leggero malessere con febbre. Poi, a Roma, lo ha colto un aneurisma cerebrale". "Carissimi tutti, associati, amici e sostenitori dell’O.S.A., tutti noi, della famiglia Leogrande, vogliamo annunciarvi il prematuro ed improvviso ritorno alla Casa del Padre del nostro carissimo Alessandro - fa sapere Stefano Leogrande - A Voi tutti, chiediamo una preghiera". "Consentitemi, per favore, le lungaggini, che può fare un padre, che non riesce a lenire il proprio dolore - prosegue nel suo messaggio - Alessandro, per me, era bellissimo. Alessandro era la Gioia, Che entrando in casa , ci coinvolgeva e travolgeva, roboante e trascinante; ma era anche il lavoro fatto bene, analitico e profondo; tutto alla ricerca della verità; ed era anche la denuncia". (Continua dopo la foto)

Poi prosegue: "Fatta con lo stile dell’annuncio, che, nonostante tutto, un mondo migliore, è ancora possibile". Negli ultimi mesi era stato in Argentina per approfondire una ricostruzione storica sulle dittature militari che si sono susseguite nel paese latinoamericano negli ultimi cinquant'anni. Diplomato al liceo classico Archita di Taranto e laureato in filosofia alla Sapienza di Roma, Alessandro Leogrande ha iniziato a scrivere e impegnarsi negli anni liceali nel gruppo dei Giovani progressisti della città ionica, scrivendo pagine su calcio e politica e raccontando l'ascesa al potere del fenomeno Giancarlo Cito sui fogli della Locomotiva. (Continua dopo le foto)

 

E proprio all'ex sindaco neofascista e proprietario di una televisione privata diventata partito (At6) aveva dedicato uno dei suoi primi libri. Leogrande è autore di reportage narrativi sulle nuove mafie, le migrazioni e le sue tragedie, i movimenti di protesta e lo sfruttamento dei braccianti stranieri nelle campagne del Meridione. Come si legge sul sito della Feltrinelli Editore, era nato a Taranto nel 1977 e viveva a Roma. Vicedirettore del mensile 'Lo straniero, collaborava con 'il Corriere del Mezzogiorno', 'il Riformista', 'Saturno' (inserto culturale de 'il Fatto Quotidiano'), Radio Tre. Tra i suoi libri 'Un mare nascosto' (2000), 'Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (2008), 'Il naufragio. Morte nel Mediterraneo' (2011, con cui ha vinto il Premio Ryszard Kapuściński e il Premio Paolo Volponi), 'La frontiera' (2015).

“L’hanno uccisa davanti casa”. Lutto nel giornalismo. È morta una straordinaria reporter, una donna coraggiosa sempre in prima linea per la verità. “Il suo ultimo post su Facebook”: è quello il motivo dello spietato omicidio?