Lutto nel mondo della musica. Se ne va uno dei più grandi di sempre e continua l'onda nera del 2016 che ci aveva fatto salutare tantissime persone del mondo dello spettacolo

Lutto nel mondo della musica. Se ne va uno dei più grandi di sempre e continua l'onda nera del 2016 che ci aveva fatto salutare tantissime persone del mondo dello spettacolo

Lutto nel mondo della musica. Se ne va uno dei più grandi di sempre e continua l'onda nera del 2016 che ci aveva fatto salutare tantissime persone del mondo dello spettacolo

 

Il Maestro Georges Pretre si è spento a 92 anni (era nato il 14 agosto del 1924) nella sua casa nel Sud della Francia. Lo rende noto "con affetto e immensa commozione" il Teatro alla Scala, cui il Maestro era legato da "un rapporto artistico e di affetti durato 50 anni e proseguito fino al concerto dello scorso 22 febbraio. I familiari che erano con lui riportano che il Maestro è mancato con un grande sorriso: chi ha lavorato con lui ricorda in quel sorriso l'entusiasmo e l'energia che trasformavano le orchestre con cui lavorava". "Non solo la Scala perde oggi uno dei Maestri che ne hanno fatto la storia - ha commentato Alexander Pereira - ma io ho perso un amico carissimo con cui ho condiviso 35 anni di vita artistica, da quando era Direttore dei Wiener Symphoniker. La sua ineguagliata musicalità, la sua magia accendeva di entusiasmo le orchestre con cui lavorava: ogni musicista desiderava superarsi per lui. Al termine del concerto del febbraio scorso i musicisti scaligeri hanno commentato che era più giovane di loro". (Continua a leggere dopo la foto)

Georges Pretre, uno dei massimi direttori del nostro tempo, "è legato alla Scala, ai suoi musicisti e al suo pubblico da un rapporto strettissimo cresciuto in 50 anni di attività insieme". Pretre debutta infatti nel 1966 dirigendo un leggendaria produzione del Faust di Gounod con Mirella Freni, Nicolai Gedda e Nicolai Ghiaurov e la regia di Jean-Louis Barrault (ripreso nel 1977). Due anni più tardi dirige Turandot con la regia di Margherita Wallmann e, a pochi giorni di distanza, Die Walkure con Regine Crespin e James King. Nel 1969 dirige Romeo et Juliette di Berlioz con Liliana Cosi nella coreografia di George Skibine, nel 1970 Sanson et Dalila di Saint-Saens con Shirley Verrett e Pier Miranda Ferraro, nel 1972 Carmen con Fiorenza Cossotto, nel 1973 e 1977 Pelleas et Melisande di Debussy con la regia di Gian Carlo Menotti, nel 1975 La boheme di Puccini nella regia di Franco Zeffirelli con Luciano Pavarotti e Ileana Cotrubas (ripresa nel 1976 e 77), nel 1976 Werther di Massenet con Alfredo Kraus e Elena Obraztsova, nel 1978  Madama Butterfly e subito dopo Manon Lescaut di Puccini con Sylvia Sass  e Placido Domingo in una regia di Piero Faggioni.

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Ancora nel 1978 dirige il dittico raveliano formato da L'enfant et les sortilèges e da L'heure espagnole; torna nel 1981 per Cavalleria rusticana  e Pagliacci, regia di Zeffirelli con Domingo e Obraztsova e nel 1982 per Les Troyens di Berlioz nella regia di Luca Ronconi. Gli ultimi impegni operistici di Pretre alla Scala sono Turandot con la regia di Keita Asari nel 2001 e Pelleas et Melisande con la regia di Pierre Mèdicin, ma occorre ricordare anche gli innumerevoli concerti con l'orchestra del Teatro e con la Filarmonica, che nel 2005 gli dedica una serata speciale per i suoi "4 volte vent'anni".  L'ultimo, trionfale concerto ha avuto luogo il 22 febbraio 2016. Georges Pretre avrebbe dovuto tornare sul podio per la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala il 13, 15 e 17 marzo 2017.

 

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